Nel cuore del Parco di Veio: alla Selvotta si scopre anche l’antico acquedotto etrusco
A pochi chilometri da Roma, nel Parco Naturale di Veio, c’è un luogo conosciuto per la fattoria degli animali, per i rapaci, le aree barbecue e le feste di compleanno all’aperto.
Ma il Parco Natura La Selvotta a Formello ha qualcosa in più da offrire, e spesso i visitatori lo scoprono solo una volta arrivati.
Una giornata che inizia nel verde e finisce nella storia
Arrivare alla Selvotta rappresenta già un cambio di ritmo.
Il traffico sparisce, l’aria cambia, i bambini cominciano a correre prima ancora di scendere dalla macchina.
Il parco si trova immerso nel Parco Naturale di Veio, uno dei territori più belli e meno sfruttati dell’area metropolitana di Roma: colline, boschi di querce, vallate silenziose e una vegetazione che nelle stagioni calde diventa rifugio naturale dal caldo della città.
Molti vengono qui per trascorrere una giornata semplice: un barbecue, i bambini che giocano, gli animali della fattoria da osservare da vicino.
Ed è già sufficiente per rendere il weekend diverso dal solito. Ma chi ha voglia di aggiungere qualcosa di più alla giornata — qualcosa che rimanga — può scegliere di visitare l’acquedotto etrusco.
L’acquedotto etrusco: storia che si cammina
Nel verde che circonda il parco si trova un’opera straordinaria e poco conosciuta: un antico acquedotto etrusco scavato nel tufo, costruito secoli fa per raccogliere e convogliare l’acqua attraverso il territorio.
Non è un reperto da vedere dietro una teca, né una ricostruzione. È un luogo vero, percorribile, in cui la storia si tocca con mano.
La visita guidata accompagna i partecipanti lungo il percorso, spiegando come gli Etruschi leggevano il paesaggio e gestivano le risorse idriche con una competenza tecnica sorprendente per l’epoca.
I cunicoli scavati nella roccia, i passaggi tra la vegetazione, la luce che cambia man mano che ci si addentra nel percorso: tutto contribuisce a rendere l’esperienza molto più viva di qualsiasi racconto scritto.
Questo tipo di visita cattura l’attenzione dei grandi, ma anche dei bambini, che non stanno fermi ad ascoltare: si cammina, si esplora, ci si muove in un ambiente naturale che stimola la curiosità.
La storia smette di essere una materia scolastica e diventa qualcosa di concreto, legato a un luogo preciso.
Animali, spazi attrezzati e relax
Dopo la visita all’acquedotto, il parco offre tutto quello che serve per finire la giornata in modo piacevole.
Gli animali della fattoria sono uno dei punti forti della Selvotta: capre, asini, conigli, rapaci — un contatto diretto con la natura animale che i bambini di città apprezzano moltissimo e che gli adulti, a dirla tutta, non disdegnano affatto.
Le aree attrezzate con barbecue permettono di organizzare un pranzo all’aperto senza portarsi dietro attrezzatura pesante. C’è anche un punto ristoro per chi preferisce non cucinare. Gli spazi verdi sono ampi, ombreggiati e pensati per trascorrere ore senza la fretta e il rumore tipici dei parchi cittadini.
La Selvotta è anche una delle mete più richieste per feste di compleanno all’aperto, gite scolastiche e uscite di gruppo: la combinazione tra natura, animali e attività culturali la rende adatta a età diverse e aspettative diverse, senza che nessuno si annoi.
Come organizzare la visita
Raggiungere Formello da Roma richiede meno di mezz’ora. Il consiglio è sempre quello di prenotare in anticipo, soprattutto nei weekend primaverili ed estivi quando il parco è più frequentato.
Una gita senza grandi pianificazioni, senza lunghe distanze, con qualcosa di autentico da portarsi a casa.
Non capita spesso, a due passi da Roma.
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